Riflessioni…

L’equitazione è un’esercizio di umiltà quotidiana per il cavaliere.
L’essere disposti a cambiare, ad aspettare, a spingersi oltre la paura del fallimento pur di agevolare la comunicazione con il proprio cavallo, soprattutto il mettersi in discussione quando il risultato non è quello atteso… senza mai perdere la lucidità, la capacità di essere realisti anche se la verità non ci piace… ovvio che ci potrà essere chi non accetterà queste verità e si rifugerà in fattori esterni o nel cavallo pur di non scalfire il proprio ego. Tanti ne incontro nel mio cammino in cerca del trucco, del colpo di bacchetta magica, che puntualmente restano delusi… bisogna anche accettare che a qualcuno questo possa sembrare superficiale.

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Spalla in dentro, ad ogni cavallo la sua.

“…ma la spalla in dentro in cui si lavora nelle differenti fasi dell’addestramento è condizionata dalla reale necessità dell’ammorbidimento.”
Nuno Oliveira

Quando parlo di motivare un cavallo a poterci dare il massimo mi riferisco a questo… attraverso la ricerca della leggerezza nella scuola degli aiuti, una corretta progressione valutata anche in base alle difficoltà morfofunzionali di ciascun soggetto, tante pause durante il lavoro… Solo cosi un cavallo che all’inizio può sembrare poco dotato, nel fisico e nelle andature, può cercare di superare i suoi limiti. I cavalli sono sempre capaci di donare insegnamenti e grandi soddisfazioni a chi si sforza di comprenderli e aiutarli.

FM

A Claudio Bonati

Buon viaggio Maestro, tanto mi hai insegnato, tanto ti devo… il rispetto del cavallo, lo studio, la passione per il cavallo prima che per l’equitazione, l’amore per la formazione, quella precisione e quel rigore a cui tanto tenevi… sei stato un vero Uomo di cavalli.
Vorrei scrivere molto di più ma non lo farò, nel rispetto di quella discrezione e riservatezza che ti hanno contraddistinto sempre.

RIP Claudio Bonati

Un abbraccio a Daniela e Davidebonati

Del lavoro alla longia

È veramente un peccato che molti cavalieri di oggi poco conoscano, quando addirittura non lo snobbano, l’utilità di un corretto lavoro alla longia, ignorando tutte le problematiche addestrative che si possono correggere e migliorare. Sempre più spesso mi capita di vedere questi cavalieri affidare questo lavoro al groom se non addirittura agli allievi più inesperti, i quali fanno, bontà loro, quello che gli viene istintivamente o che hanno visto fare nel migliore dei casi, con il risultato solitamente di essere in balia del cavallo. Forse lo considerano un lavoro noioso o forse poco importante nella progressione addestrativa? Il più delle volte vedo cavalli che affrettano tutte le andature, che non sono in grado di stare sul circolo, che si muovono con la flessione all’esterno, che non sanno girare al passo, che non sanno fare un alt nel circolo, ecc.. Riflessioni a parte dovrei fare per quelli che pensano a questo lavoro “per scaricare il cavallo” e a quelli che senza conoscere il significato della parola “riunione”, in nome di questa legano i loro cavalli come salami per farli girare.

La mia non vuole essere una critica, al contrario un incoraggiamento ad approfondire questo lavoro, che se ben studiato e compreso, può sicuramente dare ottimi risultati, nei cavalli giovani come tappa essenziale dell’educazione prima del lavoro montato e nei cavalli adulti come diversivo alla routine quando non correttivo.

Alcuni elementi su cui mettere l’attenzione…

L’aspetto psicologico e la comunicazione, l’attenzione del cavallo nei confronti del longeur e della sua mimica corporea.

L’asimmetria naturale del cavallo, l’equilibrio, l’ampiezza del circolo, l’estensione dell’incollatura e il contatto sulla lunghina.

Sicuramente, se il longeur si preoccupera di fare attenzione a tutti questi elementi, sarà difficile annoiarsi…

Ecole de Légèreté, GIEL e APPEL ad Hansepferd Amburgo

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I have just come back from Hamburg, and I desire to share with you a few of excitements, emotions that were really frequent during this German trip.

In these three days I was in close contact with French, German and other foreign colleagues, with Philippe Karl, and with other GIEL friends and colleagues, that I thank for taking part to the event.

I am very happy, I liked the APPEL organization and I enjoyed again the emotion to partecipate to the public presentation of Monsieur Karl who rode a high level trained horse, despite the difficulties of that context. High Noon is a very elegant and refined horse with a jet black mantle.

The presentation lasted for about 30 minutes, in which the Master and some German, Swedish, and Hungarian learners showed to a large audience all the principles and the training path behind the Ecole de Légèreté.

The Saturday exhibition finished by a standing ovation and a strong and endless applause: the GIEL members were there, in the first row… and I can ensure that the emotion was really strong. I saw, imagined the same difficulties and the same efforts that we ran into, in our small way, for organizing Fieracavalli in Italy, as well.

It’s really nice when you believe in something, and when you are in a situation similar to Hansepferd where you can realize that you are not alone, but there are a lot of people that believe in the same project and models.

As I said in other situations, in Germany as well, I am very glad and honored to be the chairman of GIEL. Our foreign colleagues appreciated our supportive cohesion, and they defined us a leading group to take as an example.

A group composed of very different persons joined by the horse and training passion: I thank you.

Avanti GIEL, avanti APPEL, avanti Ecole de Légèreté

F. M.

 

 

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Appena rientrato da Amburgo, sento forte il desiderio di condividere un pò dell’entusiasmo e delle emozioni che hanno caratterizzato questa trasferta tedesca.

Tre giorni a stretto contatto con con Philippe Karl, i colleghi francesi, tedeschi e molti amici e colleghi del GIEL, che ringrazio particolarmente per la partecipazione. Ho apprezzato l’organizzazione dell’APPEL (Associazione per la promozione Ecole de Légèreté) e sono molto contento di aver potuto rivivere l’emozione di vedere Monsieur Karl montare un cavallo con un alto livello di addestramento in una presentazione pubblica, nonostante tutte le difficoltà del caso.

La presentazione è durata circa 30 minuti, durante i quali, il Maestro e alcuni suoi allievi tedeschi, svedesi e ungheresi, hanno mostrato al foltissimo pubblico sugli spalti tutti i principi e la progressione addestrativa dell’Ecole de Légèreté, guidati dalla voce di Ilka Flegel, inseparabile guida e traduttrice di Karl negli appuntamenti tedeschi. Complimenti ad High Noon, cavallo dal modello molto fine ed elegante con un mantello morello corvino, che ha meritato nella presentazione del sabato la standing ovation dell’arena, accompagnata da un fortissimo e interminabile applauso.

Noi del GIEL eravamo li tutti in prima fila… e vi assicuro che l’emozione è stata fortissima!! Ho immaginato, visto e rivissuto con la mente le stesse difficoltà e gli stessi sforzi che, nel nostro piccolo come Gruppo Italiano Ecole De Legerete, abbiamo incontrato per l’organizzazione di Fieracavalli.

E’ bello quando credi in qualcosa, e in un’occasione come quella di Hansepferd, ti rendi conto che non sei solo ma sono tantissimi, quelli che come te, credono in quel progetto e in quegli ideali.

Come ho avuto modo di dire già in altre occasioni, anche in Germania, sono molto orgoglioso e onorato di essere il presidente del GIEL, il nostro essere uniti e solidali non è di certo sfuggito ai nostri colleghi delle altre nazioni, che a ragion veduta ci hanno definiti un gruppo trainante e di esempio.

Un gruppo fatto di persone molto diverse tra noi ma accomunati dalla passione per il cavallo, il suo addestramento e dalla filosofia di Philippe Karl, a voi tutti, i miei ringraziamenti.

Avanti GIEL, avanti APPEL, avanti Ecole de Légèreté

F. M.

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